Umane Bestie: la Talpa

Miope abitante dell’umido suolo, passa le sue giornate a creare cunicoli con le sue possenti zampe. La Talpa, silenziosa, trascorre le sue ore in un instancabile lavoro di scavi. Olfatto e udito finissimi le consentono di orientarsi nel suo labirinto, nella sua nera notte dall’odore di terra, mentre va a caccia di lombrichi e di altri piccoli abitanti del suolo.

Le Talpe possono essere fastidiose, una disgrazia per gli amanti dei giardini, o per gli attenti coltivatori di orti, che osservano con astio la comparsa di piccoli vulcani senza lava, imperfezioni inaccettabili nella loro artificiale natura. Con le loro zampe e con la loro cecità non si curano degli sforzi altrui e procedono il loro viaggio, appena al di sotto della superficie, non viste, difficili da catturare.

Qualora, invece, cadano in qualche trappola, emanano un’aura di innocenza. Sono cieche, hanno un muso che, per quanto somigliante a un topo, suggeriscono una certa simpatia da vittima. E forse è davvero a vittima: si dice che questo suo incessante scavare gallerie per fuggire al sole sia una punizione che l’occhio del cielo inflisse al piccolo animale; ingannata da un dio malevolo, la Talpa non distribuì tra gli uomini la cura alla morte, ma veleni mortiferi.

A volte essere il prescelto delle divinità può essere una condanna che travalica i secoli. La Talpa lo sa molto bene.

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