Giuste reazioni

Non è semplice trovare l’equilibrio in una reazione. Bisogna saper dosare temperatura, pressione e dosi dei reagenti per innescare una qualche reazione. Succede anche nella vita: in ogni frangente è necessario individuare i tempi giusti, la velocità idonea, la forza da imprimere. Se si sbaglia, il rischio che non succeda nulla o che, invece, si risolva tutto con una fiammata, con un reazione esplosiva è piuttosto alto.

Il Chimico conosceva questa legge e non aveva nessun problema ad applicarle nel suo laboratorio. Provette di ogni genere occupavano con un ordine confusionario il bancone. Anche se a un profano potevano sembrare messe a caso, ognuna si trovava nel luogo più opportuno, vicino alla sostanza con cui avrebbe dovuto reagire, lontana dalle sostanze antagonische, che avrebbero potuto creare reazioni avverse o persino pericolose. Il Chimico sapeva esattamente le temperature da utilizzare per ottenere un risoltato e cosa evitare per causare danni irreparabile. Dopotutto, anche la sostanza più innocua può diventare letale in determinate circostanze.

Talvolta il Chimico veniva assalito dal dubbio di essere lui la sostanza nociva l’acido capace di corrodere persino una provetta. Le sue reazioni non erano così favorevoli come quelle che riusciva a creare in laboratorio: o non riusciva a smuovere il reageante o lo scontro era tale da provocare danni irreparabile. Un bel problema, dato che il reagente era un’altra persona.

Forse la soluzione stava nelle dosi. Se non riusciva ad avere a che fare con un umano intero, forse era necessario procedere per gradi. Frazionare la reazione in piccoli eventi separati, in modo da poter alla fine il prodotto sperato.

E così, con pazienza, il chimico iniziò a selezionare le parti dei corpi, ne studiò l’anatomia, si relazionò ora con un braccio, ora con una gamba, persino con una testa.

Eppure, se possibile, le reazioni umane divennero ancora più rarefatte.

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4 pensieri su “Giuste reazioni

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