Eroi

Che cosa vuol dire starsene qui per anni, a stancare una città instancabile? Le vele nere delle nostre navi non sembrano che dei moscerini che infastidiscono un destriero nobile. Per poterne espugnare le mura dovrebbero trasformarla in un cadavere. Allora il destriero sarebbe diventato un lauto banchetto per quei moscerini.

E per semplici soldati come lui, quella guerra era diventata una farsa. Per cosa stavano combattendo? Per una donna? O per l’avidità di un re?

Tanto se lui fosse morto nessun poeta avrebbe speso un solo verso per ricordarlo. Gli occhi di tutti erano puntati su di loro, sugli eroi, mezzi divini. Eppure, il figlio di Teti non riesce a d abbattere le mura. E quei due re, quei fratelli, parlano di onore, ma nei loro occhi dardeggia avidità e crudeltà. Uno ha sacrificato sua figlia, la prima di una lunga lista di morti.

E poi c’è quell’uomo che vanta una grande furbizia. E allora perché in tutti quegli anni non era riuscito a introdursi con l’ingegno in quella fortezza?

Intanto noi stiamo qui. Ad aspettare e invecchiare. Lontano dalla nostra famiglia. Lontano dalla nostra terra, dalle vie familiari, dal dialetto così amato, dolce più del miele.

Chissà se queste vele nere scolorite dal sole riusciranno mai a riportarci alle nostre spiagge.

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