Tutto era cominciato con una semplice goccia che si era fatta strada tra le travi del soffitto. Quando smetteva di piovere, lasciava dietro di sé un’impronta leggera, quasi timida e titubante. Cosa strana, questa linea era color terra, come se l’acqua si fosse contaminata nel toccare il mondo.
Gli anni passavano, e a quella goccia iniziale se ne aggiunsero delle altre, fino a formare un piccolo rivolo. La via segnta dalla prima particella si fece più profonda e netta. Il sottile filo liquiso continuava a scorrere, si piegava, correva, zampettava giù per il muro, con un dolce ma persistente ticchettio.
A poco a poco la pozza che si stava formando sul pavimento divenne un piccolo lago, poi un mare. Si intrufolò persino al di sotto della porta, e allora divenne torrente, mentre rimbalzava allegro per le ripide scale. Una cascata di tre piani che si riversava nella corte interna, rompeva le imposte per tornare all’interno dell’edificio e conquistare anche gli angoli più reconditi.
Fuori le macchine rimanevano ancorate al fondale, altre galleggiavano pesantemente. Pieni di stupore, gli abitanti costruivano delle zattere.
Da dove veniva tutta quell’acqua?
Onirico…. Complimenti
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Grazie!
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Dillo tu da dove veniva, immagino dal cielo.
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Chi dice che viene da cielo? Potrebbe essere; come potrebbe venire dal mare, o da un fiume. O potrebbe trattarsi di un guasto, una perdita, la fagli acquifera che si alza, una nuova diga.
Mi piaceva giocare un po’ con la fantasia.
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Suggestiva, visionaria
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Grazie
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