La piena

Tutto era cominciato con una semplice goccia che si era fatta strada tra le travi del soffitto. Quando smetteva di piovere, lasciava dietro di sé un’impronta leggera, quasi timida e titubante. Cosa strana, questa linea era color terra, come se l’acqua si fosse contaminata nel toccare il mondo.

Gli anni passavano, e a quella goccia iniziale se ne aggiunsero delle altre, fino a formare un piccolo rivolo. La via segnta dalla prima particella si fece più profonda e netta. Il sottile filo liquiso continuava a scorrere, si piegava, correva, zampettava giù per il muro, con un dolce ma persistente ticchettio.

A poco a poco la pozza che si stava formando sul pavimento divenne un piccolo lago, poi un mare. Si intrufolò persino al di sotto della porta, e allora divenne torrente, mentre rimbalzava allegro per le ripide scale. Una cascata di tre piani che si riversava nella corte interna, rompeva le imposte per tornare all’interno dell’edificio e conquistare anche gli angoli più reconditi.

Fuori le macchine rimanevano ancorate al fondale, altre galleggiavano pesantemente. Pieni di stupore, gli abitanti costruivano delle zattere.

Da dove veniva tutta quell’acqua?

6 pensieri su “La piena

    1. Chi dice che viene da cielo? Potrebbe essere; come potrebbe venire dal mare, o da un fiume. O potrebbe trattarsi di un guasto, una perdita, la fagli acquifera che si alza, una nuova diga.
      Mi piaceva giocare un po’ con la fantasia.

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