Cosa succede dopo la chiusura del parco giochi? Cosa succede quando si chiudono le tende, quando le risate si spengono in un lontano vociare?
La ruota panoramica si riposa, con le sue gabbie vuote che pendono mentre ricordano i baci degli innamorati, i litigi non previsti, le grida, alcune stupite altre spaventate.
Intanto, a terra, le carte colorate di dolciumi perdono la lucentezza in una danza lenta e sensuale con la polvere.
Nel circo i colori sgargianti del tendone chiudono gli occhi e mostrano i rattoppi alla luce clemente della luna. I cavalli scuotono le criniere sperando di poter correre liberi, almeno ora che è notte. L’elefante cerca trovare spazio mentre i ricordi si confondono in una trottola impazzita di volti confusi, di risate di bocche avide spalancate per lo stupore.
Il pagliaccio cancella il sorriso e cerca l’acrobata per regalarle un fiore vero, che non nasconde scherzi. L’equilibrista fissa con lo sguardo triste la parrucca di ricci abbandonata in un angolo e si chiede se nella vita avrebbe potuto fare qualche cosa d’altro.
Io ne sono sicuro, avrei potuto fare altro. Dietro l’interrogativo si cela però la grande beffa.
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Tutti potremmo aver potuto fare o essere altro. Magari l’alternativa sarebbe stata migliore, o peggiore, chi lo sa. Però si può sempre cambiare strada, o correggerla per deviare su quella desiderata.
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Avremmo no possiamo si
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