E ora? Che farai?
Puoi scegliere. Tra tornartene a casa o rimanere in questo limbo. Il problema di fondo, però, rimane. Come sopportare ancora a lungo questa sottospecie di lavoro. Sei anche un po’ tonto, se mi permetti: ti impegni, cerchi di darei il meglio, lavori anche quando non dovresti. Perché alla fin fine è lavoro, e di questi tempi…
…di questi tempi devi sorridere anche al tuo assassino, e devi dirti soddisfatto anche quando vedi chiaramente l’imbroglio, devi essere sempre smagliante e accomodante e risolvere problemi che altri non hanno voglia di accollarsi. E quando fai qualcosa di giusto, è merito dei superiori. Se sbagli qualcosa, stai certo che la colpa è tutta tua, un regalo che non puoi restituire al mittente.
Quindi, che fare? Sperare che si risolva da solo? Intanto la ricerca di un’alternativa diventa sempre più sconfortante. E ti ritrovi a nuotare in un mare torbido e ignoto, solitario pesce che inizia a sentire il peso dell’acqua.
Coraggio…
Ne serve ancora tanto…
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Più che coraggio, pazienza. Tanta pazienza.
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Sì… immensa!
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