Categorie

Tutto deve rientrare in strette categorie, oggetti, animali, uomini. Tutto deve essere etichettato con una parola, inserito in un insieme, che a sua volta ne contiene degli altri, o si interseca con circonferenze per lo più estranee.

E quindi non ci resta da fare distinzioni in ogni aspetto della vita. Pensate alle tipologie di abitazione: popolare, signorile, ristrutturata, fino al criptico vivibile. E a queste associamo un potenziale acquirente: ricco, povero, con famiglia, solo, giovane, vecchio. Basta far intersecare gli insiemi giusti e il gioco è fatto.

Etichettiamo anche le date. Io vado dritta dritta tra i Millennials, amanti della tecnologia, individualisti, ma, ammettiamolo, un po’ sfortunati: passano da una crisi economica nata dal tracollo delle banche, ad una crisi economica nata da un’emergenza sanitaria. E hanno un’aspettativa minore di altre generazioni. Per la maggior parte di quest’ultime non si sono nemmeno sprecati nella ricerca di un nome, ma vengono usate le lettere più esotiche, X, Z.

Mettiamo in categorie gli animali che ci circondano: mammiferi, ovipari, specie in via di estinzione, albero da frutto, pianta infestante, insetto. Per ognuno c’è un protocollo da seguire, un comportamento da tenere. Ognuno ha una suo posto nella gerarchia del mondo.

Confini ben delimitati a terra, che servono a distinguere, a chiarire e tranquillizzare. Se segui quelle orme non hai niente da temere, troverai l’ordine.

Eppure, spesso, il disordine può spiegare molte anomalie di queste confortanti categorie.

7 pensieri su “Categorie

  1. Per fortuna ormai, i generi e le categorie si stanno contaminando. E non dimentichiamoci degli “strani”, in quella ci finisce proprio di tutto! 😀

    Piace a 2 people

      1. No, scomparendo no, però dopo un po’ che sono inquadrati, si mescolano e bisogna ricominciare la catalogazione 😉

        Piace a 2 people

Lascia un commento