Strane forme

Era appollaiato sulla cima alla chioma di un albero indisciplanato, in continuo mutamento. Quello strano volatile se ne stava sopra ad un ciuffo, tra i rami più sottili, come un equilibrista, ma senza alcuna corda su cui camminare.

Sembrava non avere pace, ma si esibiva in una danza buffa, ora su un rametto, ora su un altro, saltellando da una zampa all’altra. Per mantenere l’equilibrio tendeva il collo, apriva impacciato le ali, caracollava a destra e a sinistra, scomposto e ondeggiante.

Che curiosa immagine. Poi il vento si agitò un po’ di più, scosse le foglie, cancellando quella figura di giocoliere aereo.

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