C’è chi non riesce a trovare il proprio posto nell’ordine costituito. C’è chi non è giudicato abbastanza forte per lavorare, o abbastanza abile per poter varcare la soglia degli splendenti uffici delle alte sfere, o abbastanza inconsistente per nascondersi nelle ombre. Erano i mediocri che l’Ordine non tollerava. Erano le anime perse che non riuscivano a trovare la strada o che si rifiutavano di vederla. Erano coloro che non avevano trovato le risposte, che non avevano scovato la soluzione e non avevano le conoscenze che garantissero una protezione.
Dumah era la città dei ragazzi perduti. Non c’erano case, solo tane, ricoveri in cui passare la notte, in cui rintanarsi per sfuggire agli occhi dell’Ordine, temendo di essere prima o poi presi nella notte e scomparire tra le file di un ordine non voluto. Perché questi giovani senza meta a un certo punto scomparivano, ingurgitati da quello che chiamavano reclutamento. Cambiavano città e veniva imposto loro un falso ideale, un’identità che non avevano richiesto. Una missione in cui talvolta trovavano confronto, talvolta la distruzione
A Dumah non c’era orizzonte per i suoi abitanti. Solo la notte scura che non veniva illuminata neppure dalla luna piena. Perché quelle anime non riuscivano a essere né vittime né carnefici, non riuscivano a capire come fare a superare le nebbie in cui vagavano perennemente.
E quelle persone così innocue, quelle creature spaventate da un mondo troppo limitato per loro, diventavano terribili armi nelle mani di chi dava loro un obiettivo fin troppo semplice, un credo fatale.
Sembra quasi un articolo di cronaca, se lo si legge sotto una certa ottica… 😮
"Mi piace"Piace a 1 persona
Vero. Non casuale. 😉
"Mi piace"Piace a 1 persona
Terribile
"Mi piace"Piace a 1 persona
Sfruttare la debolezza altrui? Certo. Eppure è all’ordine del giorno.
"Mi piace"Piace a 1 persona