Non era una diceria: Teiko era la città più fortificata e inaccessibile dell’intero Regno. Solo un folle avrebbe tentato di varcarne le spesse mura senza averne l’autorizzazione. Perché Teiko era l’arma più distruttiva nelle mani dell’Ordine, era l’esercito che nessuno avrebbe voluto fronteggiare.
Di certo non mancava la sagacia all’Ordine. Aveva capito che le anime perse di Dumah racchiudevano un rancore tale da poter essere potenzialmente distruttivo. L’importante era incanalare questa energia a favore dell’Ordine stesso, a servizio di quel sistema di catalogazione che veniva messo in dubbio da pochi facinorosi insofferenti alle regole. Soldati disperati che avevano conosciuto solo il vuoto e l’abbandono, che cercavano disperatamente di trovare una strada che desse loro un nome, uno scopo, un obiettivo.
Proteggere il paese, mettersi al servizio della comunità e dell’ordine erano gli obiettivi più dolci per questi smarriti. Trovare un posto sulla scacchiera, morire per mantenerlo e per essere riconosciuti come uomini era la forza distruttiva di questa armata. Trovare compagni simili, sentire il calore di altri corpi era la loro consolazione.
Non c’erano differenze a Teiko. Ogni quartiere era identico all’altro, le strade si intersecavano regolari ad angolo retto. Non c’erano alberi, non c’erano fiumi o canali. Tutto era efficientemente organizzato affinché qualsiasi attività venisse portata a termine nel modo più rapido ed efficiente possibile.
Solo un edificio nel cuore di Teiko si distingueva per grandezza e per architettura. Era il Quartier Generale che, visto da lontano, sembrava una enorme mantide, un corpo scuro che si reggeva su una rete di archi e puntelli incombendo sui campi di addestramento. Era lì che i comandanti entravano in contatto con l’Ordine. Ed era lì che dimoravano quelle poche persone che potevano vantarsi di parlare con l’Ordine. Ne proteggevano non solo i confini, ma anche l’identità.
Le armi erano tenute in una capsula poco lontano, un bozzolo gigante tessuto da qualche ragno meccanico, a cui si accedeva tramite una stretta scala sospesa nel vuoto. E le armi custodite erano letali ed efficaci, ideate dalle migliori menti a servizio dell’Ordine.
Perché mi sembra di averla già letta? 🤔
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Davvero? A me non sembra di averla già scritta 🤔
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No, vabbè, era solo un’impressione: probabilmente mi confondo con qualcosa di simile oppure, più semplicemente, la vecchiaia produce i suoi effetti! 🙈
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Ah boh, mistero 😅
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Grazie per non aver insistito sul fattore anagrafico! 😛
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Ci stai pensando tu 🤣
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😅🤦🏻♂️
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Anche a me ricorda qualcosina
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Ohibò, 2 contro 1…mi sto preoccupando…
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Ahahahahahah
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