Lucus

Molteplici sono i modi per perdere la via. I ragazzi di Dumah, la città degli esclusi, lo sanno bene. Ma c’era un angolo di regno su cui l’Ordine non osava allungare le sue dita. Non era una città, non era abitata da persone, non c’erano vie lastricate, palazzi, vetrate. Niente di tutto questo era realtà a Lucus.

Il viaggiatore che si fosse trovato nei pressi di Lucus, avrebbe visto un semplice bosco, non certo addomesticato da mano umano. Nel procedere all’interno di quella selva, i tronchi si rafforzavano, come se l’oscurità li corroborasse, e l’intrico di colonne legnose diventava così labirintico da far girare la testa. Si sentivano voci, sussurri, spiriti che si aggiravano e che guardavano curiosi i rari passanti che si addentravano. Occhi luminosi ed evanescenti galleggiavano negli angoli ombrosi del bosco.

O almeno era quello che raccontavano nei villaggi che erano sorti nei pressi di Lucus. Di viaggiatori se ne vedevano ben pochi, ormai da decenni, e il bosco conquistava sempre più terreno come se avesse aspettato con pazienza il momento in cui gli abitanti si sarebbero stancati di lottare contro la sua natura selvatica. Le storie che erano sorte attorno a Lucus, in realtà, erano antiche leggende, perché proprio nel cuore di Lucus era costudito un antico tempio, che ancora destava una certa venerazione.

Gli occhi, gli spiriti, i sussurri erano frutto di un’immaginazione capace di trasformare un semplice scoiattolo in una divinità o in qualche folletto. Per non correre pericolo, comunque, e non stuzzicare una divinità che già da tempo sembrava profondamente sopita, gli abitanti lasciavano sul limitare del bosco piccole offerte di cibo, che scomparivano nel giro di poche ore.

Secondo altre storie, invece, nel bosco c’era veramente qualcuno di molto simile a un essere umano. Non una divinità, forse un saggio o, molto più verosimilmente, un matto. I più anziani dicevano che molto tempo prima un viaggiatore si era perso nel labirinto del bosco e non ne era più uscito. Se non era morto, allora era lui che si appropriava delle offerte.

E tutto quel mistero indispettiva l’Ordine, più di quanto facesse la scomoda Paralia.

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