Umane bestie: l’Orso

Meglio lasciarlo indisturbato, quel tipo un po’ solitario e scontroso. Visto da lontano potrebbe essere scambiato per un essere innocuo, ma meglio tenerlo lontano. Perché a un occhio più attento non sfuggono le zampe poderose, gli artigli letali e una dentatura niente male. Meglio non avvicinarsi, meglio lasciargli i suoi spazi.

Quell’ombra scura che si aggira pesantemente nell’oscurità è un Orso. Non è malvagio. È per molti versi simile a quel folletto senza peli che continua a erodere i suoi spazi, lasciandolo vagare in un cerchio senza fine. Non è un tipo affabile, non si lascia avvicinare e non vive bene neppure con i suoi simili, a meno che non siano dei cuccioli di cui prendersi cura.

La solitudine è il conforto di chi non si sente all’altezza di una società che spesso è troppo rumorosa, pretende troppa perfezione, troppi sorrisi. La solitudine non è il male, non è da additare come una monomania. È carattere. Guardate quell’Orso con i cuccioli: sopporta i loro scherzi e farebbe di tutto per proteggerli.

Creatura strana l’Orso. A volte può essere un cacciatore senza scrupoli, altre un carnivoro che si nutre per lo più di vegetali. Altre ancora si scorda di essere una creatura terrena e cerca la sua vita nell’oscurità della notte, sotto gli occhi vigili  di un guardiano assonnato, Arturo.

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