Sussurri

E dunque quello era il regno dei sussuri. Sua madre gli aveva promesso che mai sarebbe stato accolto dalla distesa brulla, che mai avrebbe conosciuto la popolazione pallida e triste di un mondo che si vuole dimenticare. Eppure era proprio lì che si trovava. Ne sentiva le voci, ne percepiva il bisbigliare.

Da quelle parti nessuno osava gridare. Anche un guerriero come lui, che aveva urlato contro il nemico e contro il mare, contro il fato e la morte, non aveva più la forza di emettere anche solo un suono. Sentiva il peso di mille battaglie e di migliaia di anime. Eccole, che lo guardavano con occhi vuoti, semplici similacri di ciò che erano stati.

E tu dove sei? Non mi hai aspettato in vita e non ti trovo neppure tra chi non osa respirare. Compagno, amato, sciocco. Anche se sei solo ombra vorrei vederti ancora.

Achille, non serve lottare ancora. Dimentica la tua ira. Dimentica la tua immortalità imperfetta, l’amore e la follia che ti hanno ucciso. È tempo di abbandonarsi a una silenziosa eternità.

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