Anelli di preconcetti

Ci sono intere catene costruite da pesanti anelli che sanno di ferro e sangue. Anelli che urlano preconcetti, che stringono e lacerano la pelle. Probabilmente qualcuno sbufferà: un altro discorso sulla giornata delle donne. Portate pazienza: se c’è bisogno di questi discorsi, vuol dire che ci sono ancora molti passi da fare.

In questi giorni mi è capitato di sentire uno spot radio che dovrebbe inneggiare la capacità femminile qualsiasi attività contemporaneamente: la donna lavora, bada ai bambini, prepara i pasti, il tutto mentre il marito le chiede dove siano le scarpe. Più che un elogio alle donne è un intrico di preconcetti. Per far esaltare la donna, si svilisce la controparte.

Eppure il problema non è trovare il migliore e il peggiore, il più forte e il più inetto. E neppure introdurre strane quote rose per incentivare l’assunzione di donne. Il punto è la mentalità, il garantire equità, spezzando la catena di preconcetti che si volge in spire soffocanti. Parlo di salari diversi, di commenti che vogliono essere lusinghieri, ma che si limitano stoltamente all’aspetto fisico. Mi riferisco al fatto che la maggior parte dei disoccupati siano, casualmente, donne, e che la quasi totalità degli stagisti, almeno negli ambienti di cui ho avuto esperienza, sia costituita da stagiste. E tristemente noti sono i dati sulle violenze domestiche.

Le donne sono oggetto, sono carne da mostrare e da proteggere. La sindrome del cavaliere sembra essere una malattia fin troppo diffusa. La donna deve essere posseduta, deve rispettare dei canoni e comportarsi in un certo modo. Ci sono lavori da donna e lavori che sono inadatti, materie per e da per ragazze.

E poi c’è quella domanda: non hai un fidanzato che ti mantenga?

Strano che nel ventunesimo secolo si debbano ancora ripetere errori e discriminazioni che ormai vengono presentati come dati di fatto, a cui fare il callo.

Date alle donne occasioni adeguate e saranno capaci di tutto.

Oscar Wilde

9 pensieri su “Anelli di preconcetti

Lascia un commento