Realtà virtuale – pt. 5

Tit@nus537 si trovò a dover rispondere alle raffinate e variegate richieste dei tre nuovi compagni. Serapis*3 voleva solo primizie di qualità eccelsa, Lep1do25 carni fresche e Androm&d482 frutta tropicale, un bel problema, visto che il suo bosco era ben poco tropicale e quelle rarità erano a pagamento. Dopo l’ennesima minaccia da parte della ragazza, si decise a comprare il pacchetto “Gusto tropicale”, rinunciando a qualche spesa per Davide.

Nella vita quotidiana, Davide diventava sempre più macilento. Mantenere la sua cella su Ludiveritas richiedeva molto tempo e i turni di lavoro si facevano sempre più gravosi. Non aveva più tempo libero: o si confondeva nella massa grigia della raffineria, o indossava i visori. Pure Tit@nus537 lavorava incessantemente per produrre tutto il cibo: niente più passaggiate, fine delle spedizioni per scoprire i segreti del bosco.

Almeno su Ludiveritas passava il suo tempo all’aperto, tra i canto degli uccelli e il suono melodioso delle fronde scosse dal vento. Talvolta scambiava qualche parola con gli amici. A quanto sembrava Att$la936 non si faceva vivo da un po’, per cui Serapis*3 ne aveva approfittato per aggiungere qualche armamentario al suo castello. Scoprí anche che Lep1do25 e Androm&d482 vivevano nella stessa cella di Serapis*3.

“Li ho ospitati perché non riuscivano ad accaparrarsi una cella. Att$la936 non ha mai ceduto neppure un angolo del suo regno. Senti, puoi produrre più zucchine? Queste non bastano neppure per mezza giornata”.

Il fabbisogno di ogni cella era calcolato a seconda delle attività che vi si svolgevano e del numero di abitanti, per cui il castello di Serapis*3 doveva assorbire molte derrate. Tit@nus537 non pensava, però, che ne servissero così tante. “Ho già aumentato la produzioni di conigli per Lep1do25, non saprei dove aggiungere il campo di zucchine”. Ma Serapis*3 era scomparsa. Al suo posto si ergeva un tipo atletico, con una barba incolta, che lo fissava divertito.

Bip-bip bip-bip

E quello chi era? Maledetta raffineria. All’intruso avrebbe pensato dopo il turno.

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