Sogni

Una fitta rete di sogni si intreccia e cattura la realtà come uno scaltro cacciatore. I fumi magici del mondo incorporeo avvolgono le forme che hanno un peso. Tutto si confonde, ciò che è e ciò che viene immaginato si sovrappongono con giochi di specchi e di luci.

Vedo il figlio che ucciderà il padre per sposare la madre. Per colpa di un oracolo vaneggiante Edipo trovò il suo destino impresso sulle sue caviglie, e obbedendo al fato predetto abbracciò la sua rovina, si gettò cieco in una vittoria senza allori.

Un tizzone ardente partorito dal tuo ventre brucerà la città. E quel tizzone ardente diventerà fuoco, e le vesti da pastore non lo salveranno dall’amore. Le divinità in lotta lo chiameranno come giudice, e lui scoprirà di essere figlio di re. La più bella, la più desiderata ha avuto. Ora, uno dopo l’altro, vede i fratelli ritrovati macchiare di sangue la sabbia natia. Il padre si china all’assassino, la madre non piange neppure, mentre la sorella abbraccia l’altare in fiamme.

Arriverà un’aquila e sterminerà le oche. Quegli animali tanto cari annegheranno nel loro stesso sangue. Giovani anime si troveranno negli inferi. Ma quello non era il loro posto. La tristezza sveglia una donna stanca, che sa di dover accogliere un uomo altrettanto stanco.

Questa rete di sogni soffoca. Questo labirinto di illusioni confonde. La via indicata sbocca in un mondo di dolore. Può un sogno sussurrare suggerimenti al mondo che veglia?

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