Realtà virtuale – pt. 8

Turno massacrante. Rumore massacrante. Odore massacrante. Per fortuna il suo angolo di campagna lo aspettava. I suoi nuovi alleati lo sfruttavano, ma lavorare all’aria aperta non gli risultava faticoso. E poi doveva scoprire che cosa volesse Serapis*3. Ormai erano due settimane che non si faceva viva e quell’imorovvisa apparizione non prometteva nulla di buono.

“Ti fai desiderare, Tit@nus537”

“Scusa, lavoro nel mondo corporeo”. Era questa la definizione data dai giocatori di Ludiveritas alla realtà, come se il mondo virtuale fosse vero, non un semplice gioco, una successione di algoritmi.

“Hai avuto problemi ultimamente? Si è fatto vivo Att$la936? Perché le derrate sono state ridotte?”

Che Serapis*3 sapesse qualcosa?

“Tutto è come al solito. La coltivazione di papaya mi ha dato problemi: non avevo idea di come gestirla”. Non accennò a Att$la936, sperando che non se ne accorgesse. Il lato negativo del mondo virtuale è l’incapacità di leggere i sentimenti dagli occhi. Tutti gli avatar potevano comunicare, ma il loro coroo era immune da invecchiamento e dagli effetti delle emozioni.

“Vieni, ti faccio visitare la mia cella”.

Serapis*3 ti ha invitato nella sua cella. Accettare?

Ovviamente una negazione era impensabile. Subito venne catapultato in quella che sembrava la versione ingigantita della raffinerie in cui lavorava. Era in una roccaforte grigia, solida, su cui luccicavano ampie bocche di cannone a forma di drago. Tit@nus537 cercò di non pensare al costo.

“Ciao, Tit! I miei conigli?” “Ehi, e la mia papaya?” “Ci sto lavorando ragazzi.”

“Ecco quello che volevo farti vedere. L’Ausmundi.” Serapis*3 lo aveva condotto per un intrico di stanze vuote e fredde, per raggiungere la terrazza superiore del palazzo, in cui troneggiava uno strumento dall’aria pericolosa. L’aspetto era quello di un cannone troppo cresciuto, di colore nero lucido che avrebbe fatto invidia alle ali di un corvo. Poggiava su una struttura decorata con scheletri e strani uccelli che venivano lambiti dal fuoco. Tit@nus537 non aveva la minima idea di cosa fosse.

“Questo gioiello spara proiettili olografici solidi. Nel momento in cui colpisce una cella, questa si distruggerà in milioni di bit. Un gioiellino creato da noi, i migliori hacker di Ludiveritas. Spero il messaggio sia arrivato, senza dover riccorrere all’Ausmundi.”

Per una volta, David desiderò che la sveglia suonasse.

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