Lo zoo è chiuso

Dopo lunga attesa il paguro deve rassegnarsi: lo zoo è chiuso, non vengono ammessi altri animali, di qualsivoglia forma, colore o dimensione. Ordini dall’alto, dice pomposo il Pavone, troppo poco spazio, starnazzano le Oche. Magari con successivi cambiamenti si potrebbero liberare dei posti. Se la Chimera contiua a sparare fuoco probabilmente di posto ce ne sarà fin troppo. Bruciato però. Mantide segue sconsolata il paguro: stava per entrare, ma una rivolta interna, per lo più maschile, campeggiata dal Leone, ne ha impedito l’iscrizione. Non volevano rischiare che il comportamento dell’Insetto facesse venire strani grilli in testa alle signore. Il Grillo chiede perché lo abbiano chiamato in causa, e consiglia di moderare i termini. Consiglio che non viene ascoltato.

L’Elefante si dirige nell’ufficio del capo dello zoo, per ricordargli i suoi doveri: ha notato un po’ di indisciplina nella gabbia dell Scimmie da quando si è aggiunto anche quello strano folletto che continua a dirsi padrone di tutto. L’Avvoltoio intanto attende che le Termiti continuino a mangiare le gabbie poiché spera che il conseguete crollo e la libertà di Dinosauro e Rinoceronte potrebbero portare un inaspettato aumento di cibo.

La Fenice volteggia cantando con il Cuculo. Il suo piumaggio d’oro viene addocchiato con una certa invidia dal Corvo, che gioisce quando la vede scomparire in una vampata di fuoco. La Civetta protesta per il disturbo e cerca il Topo per sfogarsi, mentre il Pollo si allontana di corsa dalla fonte di calore, come gli stessero predicendo il futuro.

Sembra che nelle vasche dei pesci ci sia qualche problema. Il capo ha avuto la bella idea di mettere lo Squalo con i Pesci tropicali. Sono scontenti entrambe le parti: lo Squalo trova i suoi compagni degni appena di uno stuzzichino, ma del tutto insufficienti per un pasto soddisfacete, i Pesci vivono nel terrore delle famose scibole del coinquilino e reclamano di tornare nel precedente acquario.

La Giraffa petulante continua a mandare lettere di rimostranza al direttore, nonstante non abbia mai ricevuto risposta. Sostiene di essere lei la vera padrona di tutta quella baracca.

Intanto l’Elefante raggiunge l’ufficio del capo, ma dentro non c’è nessuno, come al solito. La scrivania è ingombra di fogli, probabilemente le proteste di Giraffa. Vede solo un acquario vuoto, prima dimora dei Pesci Tropicali. Possibile che quel lavativo fosse sempre assente? La targhetta sulla porta recita Carassius, ma anche a barrire il nome all’interno non riceve alcuna risposta.

Quando l’Elefante si allontana dall’edificio, da uno scrigno nell’acquario fa capolino un piccolo pesce rosso. Ha gli occhi minacciosi di chi sa di aver avuto la meglio.

15 pensieri su “Lo zoo è chiuso

Lascia un commento