Occhi offuscati

Dicono che questo sia il migliore oculista della zona: i pazienti vengono anche da altre regioni per un consulto. Magari è la volta buona che trovino una cura. Ecco, mi chiama. Ma perché devo avere paura? Non sono io a dover risolvere il problema, quello che deve temere è il dottore.

Buongiorno signora, mi dica pure che disturbi ha.

Buongiorno dottore. È un problema che potrebbe sembrarle banale, ma mi sta rovinando la vita: un occhio non funziona bene, continua a offiscarsi.

Solo uno?

Sì, il sinistro.

Ho capito. La visito così vediamo se c’è qualcosa di fisico.

Mi fa vedere luci, casette, forme, tabelloni. Tutte visite già fatte, nulla di nuovo. Ormai conosco l’ottica meglio del mio lavoro.

Confermo le analisi dei miei colleghi, i suoi occhi sono perfetti, entrambi.

Non mi può aiutare?

Vediamo. C’è qualcosa che la infastisce?

No, certo che no.

Falso, c’erano molte cose che odiava. A partire dal lavoro, che aveva sempre detestato, e dai colleghi, laureati con lode in ipocrisia. Non tollerava le chiamate lunghe ore con persone dall’ego mastodontico. E se proprio doveva dirla tutto, riteneva il marito un insopportabile polipo inutile.

Vede, si tratta senza ombra di dubbio di una patologia psicosomatica, che chiamiamo l’occhio della verità. Elimini ciò che non vuole vedere e vedrà che si sentirà meglio.

Finalmente un dottore capace. La soluzione era semplicemente eliminare. E lo avrebbe fatto.

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