Amare

Amare è un verbo che riempie la nostra vita. È il primo verbo che si impara a coniugare, per poi scoprirne tutte le sfaccettature, le varianti, le sfumature. E infine, quel verbo così semplice, così innocuo diventa un mare immenso, dalle onde pericolose e vorticanti che innalzano e poi abbattano nei fondali più oscuri.

Cinque lettere nascondono inganni e tesori incommensurabili, che non possono essere comprati né espugnati. Che verbo ingannevole. Per quanto lo abbia studiato a fondo, per quanto ne sappia la traduzione in lingue vive e morte, ancora non lo capisco, ancora è un mistero.

Può essere? Sembra che sia un monello pronto a fare lo sgambetto quando meno me lo aspetto, quando finalmente penso di tenerlo fra le mani. Ma la verità è palese, nelle mie mani sono rimaste solo mosche e una farfalla dalle ali spiegazzate. E ogni persona, ogni tempo e ogni modo di questo verbo logora un po’, erode le difese, scarnifica le ossa.

Ogni arcano ha la sua soluzione. E prima o poi la soluzione si palesa. È legge.

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