Realtà virtuale – pt. 22

Non poteva certo considerare Att$la936 e Founder01 i signori della simpatia, soprattutto per quel loro gusto nel considerarlo uno stolto.  Tuttavia, dato che era stato coinvolto in quella vicenda del tutto controvoglia, e che, a quanto pareva, non conosceva nulla di Ludiveritas, Tit@nus537 decise di non dare troppo peso alle loro parole.

“Visto che sono così stupido, potreste spiegarmi perché ho dovuto versare un sonnifero nel terreno dei prodotti destinati a Serapis*3?”

“Il ragazzo ha ragione Att$la936: perché realizzare un virus sonnifero, e non mortale? Non è una complicazione da romanzo rosa? Io odio i romanzi rosa, sai? Preferisco quelli gialli. Per questo mi sono tanto divertito a guardare le indagini sulla tua morte virtuale. Uno spasso!”

“Sapete, forse con la vostra stupidità mi stanno punendo per il fatto di aver creato questo gioco. Provate ad azionare il vostro cervello. Loro sono hacker, hacker esperti. Di certo avranno messo un blocco. Se anche facessimo fuori i loro avatar, non riusciremmo ad accedere alle loro celle, che rimarrebbero nel limbo nero. Distruggere la fortezza all’interno, sfruttando un momento in cui gli avatar non possono reagire, questa è la soluzione. Ho programmato io questa baracca: si possono azionare le varie interazioni, armi comprese, solo tramite avatar. La persona reale, che sta nel mondo reale, non può fare niente se non grazie al personaggio. Geniale, no? Almeno spero. E tu, Tit, mi aiuterai a entrare nella fortezza”.

Bip-Bip. Davide ignorò la sveglia. Doveva capire.

“E perché mai io?”

“Perché ci sei già entrato, sai dove si trova quel coso, l’Ausmundi.”

Founder01 trasalì: “Non dirmi che ha creato un Ausmundi? Quella vipera, quella traditrice informatica, strega dei bit!”

“A quanto sembra sì, ha creato un Ausmundi, come il non più esistente campo di mango del qui presente Tit@nus537 può dimostrare. Una volta dentro, dicevo, distruggiamo questo simpatico ammennicolo e prenderemo…”

Bip-Bip. Doveva proprio andare, o i guai non sarebbero finiti.

“Devo andare, Att$la936. È stato un piacere Founder01. Finiremo il tuo piano geniale un altro giorno”.

Davide tolse i visori più confuso di prima e uscì per andare a lavoro.

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