Esisteva nel regno la controparte lecita di Mauria, il vero e proprio mercato che riforniva le molte città gestite dall’Ordine. A vederla non aveva l’aspetto di un vero e proprio villaggio, ma sembrava un insieme di magazzini a granai che sorgevano ordinatamente tra un intrico di larghe strade geometricamente disposte. Era conosciuta con il nome di Shuka, ma solo poche persone al di fuori degli addetti del lavoro potevano accedervi. Secondo le disposizioni dell’Ordine, infatti, nessuno poteva procacciarsi il cibo, ma veniva fornito dalle guardie che portavano le varie derrate con pesanti carri blindati.
Shuka era stata fortificata con tre cinte di mura: una alta e stretta, per evitare che topi affamati scavalcassero la fortificazione, una bassa, ma dalle profonde fondamenta, contro le talpe che avrebbero potuto scavare infidi cunicoli sotterranei, e una area, sospesa con una tecnologia che ricordava la città di Ruach, per impedire a gabbiani famelici di piombare dal cielo. Non esistevano porte oltre all’unica via di accesso, che era anche l’uscita: una misera porticina nascosta sul lato nord, tenuta sotto osservazione da una guardia armata. Vi si accedeva solo dopo aver dichiarato la propria identificazione. A parte i militari che erano preposti alla difesa dei tesori che serbava Shuka, solo poche decine di lavoratori potevano perdersi in quelle vie, per poter mantenere le strutture, dividere le cibarie e caricare i carri che avrebbero raggiunto i vari villaggi e le città del regno.
Queste misure non erano state prese a caso: c’erano popolazioni che avrebbero compiuto pazzie pur di ottenere una quantità maggiore di cibo. Ma l’Ordine aveva stabilito delle priorità, e luoghi come il deserto di assassini di Dabar o città dannate come Oneiro non potevano certo ottenere gli stessi privilegi della ricca e produttiva Hasin, o della stessa Capitale. Era proprio a quest’ultima che veniva destinata la maggior parte dei prodotti del regno, nonostante nessuno sapesse esattamente chi ci abitasse o chi vi lavorasse. Tutto ciò che era destinato alla Capitale veniva raccolto in un grande magazzino che si trovava proprio nel cuore di Shuka, per poi essere trasportato su enormi carri dal colore cangiante, attorniati da milizie scelte. Si diceva che chiunque avesse osato avvicinarsi a quella carovana, era destinato alla morte. Ma erano solo storie.
Come storie erano quelle riguardanti una rivolta, che le popolazioni più affamante stavano progettando per ottenere le ricchezze di Shuka.
Anche qui mi pare di avere qualche residuo di ricordo… ma probabilmente sbaglio! 🙂
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Uhm…avevo citato una città simile in altri pezzi. 🤔
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Forse ha qualche in comune con una città di Sphaera, le tre cinte murarie… insomma, sto facendo casino io, probabilmente! 🤣
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E questo 3 che torna sempre! 😂
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Una persecuzione! 😛
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🤣😜
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No io non lo ricordo
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😉
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