Insonne

È semplice, a volte non mi va di dormire, mi attardo, lascio passare i minuti, che poi scivolano pigramente in ore. Sono le notti in cui si insinua un po’ di timore di camminare per i territori inesplorati del sonno. Il piede trema mentre cerca una zolla non ingannevole su cui poggiare il peso.

Temo il momento in cui il buio si riempe di colori e i colori sprofondano nel buio, per poi crollare in un vortice che non ha fine. Al termine della caduta non si apre un mondo magico, ma luoghi conosciuti mangiati da fiamme e morte. Aerei alti nel cielo piombano come uccelli feriti in una nube di fumo e dolore mentre un silenzio attonito rimbomba nelle tenebre.

Oppure mi perdo in torri che non hanno dimensioni, tra scale che non portano a nulla e stanze immense che conducono a minuscoli antri. Non c’è via d’uscita, non ci sono porte aperte, solo misteri e silenzi di minaccia.

A volte le notti aprono i loro occhi bianchi come la luna su un nero senza confini.

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