Realtà virtuale – pt. 26

Usato e tradito. Tit@nus537 continuava a darsi dello stolto. Vatti a fidare di uno che si chiama Att&la936. Ora ci rimetteva la sua cella nonché l’avatar. E nel mondo reale tutto ciò che lo aspettava era una lettera di licenziamento e un appartamento squallido. Per quanto Davide provasse disperatamente a togliersi i visori, quelli si erano stretti in una morsa attorno al suo volto. Avrebbe dovuto assistere alla fine del suo adorato Tit@nus537.

E poi non è che avesse proprio una colpa in quella storia. Era stato raggirato, sfruttato e maltrattato. Era solo un giocatore di livello base, che faceva un gioco pulito. Perché non erano stati puniti tutti quei personaggi che aveva visto lottare nelle altre celle?

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Certo, avrebbe potuto risparmiarsi l’omicidio di un avatar, che con la sua fortuna si era rivelato essere il fondatore del gioco. Uno dei fondatori, in realtà. Vuoi vedere che…

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Tra gli altri fondatori non figurasse anche la suscettibile…

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Androm&d482? Certo, spiegherebbe l’interesse che i due avatar nutrivano l’uno per l’altro. Non potevano esistere se uno dei due cessava di giocare.

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Serapis*3 spalancò la porta e si precipitò dentro. Era bella come sempre. Imperturbabile come solo i bit possono essere. Solo i movimenti scomposti tradivano la sua agitazione.

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Ma ormai era troppo tardi.

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GAME OVER

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