Odore di incenso

Una nuvola si stava spendendo tra le colonne silenziose e solenni del tempio: aveva l’odore acre e pesante della solennità. Gli arrivava come un artiglio alle narici, le solleticava per poi ritirarsi silenzioso a preparare un altro incorporeo attacco. Il silenzio gravava sulle teste dei presenti e avvolgeva quel corpo che ormai non aveva più respiro, che era solo carne, solo ossa e liquami.

La macchina perfetta si era bloccata, deteriorata da un uso eccessivo, e ora non rimaneva che quel sentore di incenso e promesse di un mondo che non conosce terra, e che non ammette sospiri. Dietro lui il respiro pesante dei vivi si faceva sentire, come se volesse urlare sommessamente che in quei corpi dimorava ancora la vita.

Il suo corpo urlava non sentito. Lui c’era, il suo sangue fluiva, il cuore accelerava e i polmoni sibilavano. Era vivo.

Guardando il feretro non provò pietà né tristezza. Solo un vago senso di sollievo. Lei non c’era più. Quella vecchia non lo avrebbe più tormentato. Anche l’odore di inceso infine si diradò.

19 pensieri su “Odore di incenso

Lascia un commento