Deve essere difficile essere sempre perfetti, non commettere mai un errore, o anche solo pensare di essere in quella sfera di perfezione in cui si è esentati dall’errore. Difficile perché arduo è mantenere uno sfarzoso e ingombrante costume pulito e perfetto. Ma anche rassicurante: vengono creati dei confini, talvolta molto ristretti, oltre i quali regna la falsità e l’errore.
Non si ammette che qualche cosa di diverso possa accadere nella propria vita, non si ammettono errori, al massimo si attribuisce una certa villania a chi si trova nei pressi. Il mondo viene diviso in modo netto in due, da una parte se stessi, eroi che non commettono mai errori, e dall’altra le tenebre dell’ignoranza.
Si è portati, quindi, a giudicare. Si giudica la cultura, l’estrazione sociale, il lavoro, il fisico, perfino i sogni e gli interessi. Il tutto con un bel segno rosso a croce che ne nega l’importanza. Perché il cuore della propria perfezione sta nello sminuire il mondo degli altri.

