Rumori

Da sopra cade una serie di pertinenti martellate. Passi si spostano, tonfi, strascichi cupi di materiale pesante. A sinistra macchine che passano, una voce roca di chi ha troppo fumato, un abbaiare profondo, un ringhio minaccioso.

Voci lontane, acute ma intellegibili. La porta cigola, un passo ritmato sale le scale, se ne percepisce la stanchezza,mentre una forchetta percuote il piatto.

Una parlantina straniera attraversa i vetri della finestra, uno sciacquone scivola sotto la porta. Il motore della moto si avvia con una rabbia metallica e per un attimo segue il ritmo di un tappeto battuto.

“Donne, è arrivato l’arrotino” ripete la voce fastidiosa al megafono, insistente sempre più forte,sempre più vicino.

Accelerazioni, clacson. Gli alberi sussurrano piano piano, accompagnati da un cinguettio e intervallati da un gracchiare.

Si alza il grido acuto di bimbo, un’imprecazione corre veloce e arrabbiata, mentre nel cielo un tuono artificiale lascia dietro di sé una sottile nube bianca.