Gentilezze profetiche

La mia storia comincia con dei serpentelli innocui e affamati, che io sfamai quando ero solo un bambino. Non sapevo quello che sarebbe successo. Ero solo un innocente che giocava in un bosco. La ricompensa fu più grande di quanto potessi immaginare.

Mi chiamano Melampo non solo tra gli uomini, ma anche nel mondo degli animali. Non c’è essere vivente di cui io non comprenda il verbo. Questo è stato il dono dei serpenti affamati: comprendere la loro voce. Insetti e volatili, quadrupedi e bipedi non hanno segreti per me, e neppure il futuro. Sotto quell’albero, addormentato per le fatiche di un innocente gioco, divenni un profeta.

E devo la mia vita a quei serpentelli e agli insetti di una prigione che mi avrebbe sepolto. Non c’è cattiveria nelle loro intenzioni, l’unica cattiveria è questa che mi ha privato della libertà. Ma io so, ho visto che verrò ricompensato.

Dicono che per ottenere uno spazio in questo mondo si debba usare la violenza, fare il prepotente. Ma a volte bastano piccoli atti di gentilezza.