Per gioco talvolta i bambini si divertono a intrappolare una moscola in un barattolo di vetro, così da osservarne il volo disperato e i continui tentativi di evadere da una cupola di vetro. Una tortura immane per l’insetto: abituato ad avere l’intero mondo a sua disposizione, fatica nell’adattarsi a un semplice vasetto.
La mosca sa che potrebbe avere molto di più, ha già assaporato l’ebbrezza della libertà, e vede oltre il vetro l’immensità che gli è stata sottratta, ma nulla può contro delle mura di vetro e contro la risata di curiosi spettatori. Eppure non si arrende, cerca con il suo miniscolo corpo di creare una breccia, di sfondare un muro che non cenna a cedere. Non vuole rassegnarsi alla prigionia.
La sconfitta è, però, segnata, a meno che quel suo dibattersi disperato non muova a compassionie i suoi piccoli carcerieri. Se nessuno interverrà, un colpo più veemente degli altri la farà stramazzare a terra.
