Tuoni, fulmini, lampi

Era conosciuto in tutta la regione con il nome di Tuono, e come un tuono si faceva sentire ovunque andasse. E non solo: avrebbero potuto chiamarlo anche Fulmine o Lampo o magari Saetta, non tanto per la velocità, quanto per il suo aspetto scintillante. In breve, difficilmente Tuono sarebbe passato inosservato.

Come è ovvio, a Tuono non dispiaceva affatto questa nomea. Tutti lo conoscevano, tutti lo interpellavano e gli prestavano attenzioni. Per mantenere alta l’attenzione, Tuono faceva la voce sempre più grossa, girava per il paese con vistosi abiti ed elargiva utili consigli a chiunque.

“Ehi tu, fabbro. Permetti, ma quel ricciolo non è abbastanza ricciolo. Andrò dal sindaco a parlarne”.

“Panettiere, il tuo pane non è fragrante come la ricetta in mio possesso. La mia è la migliore”.

“E tu contadino, non battere la fiacca. Io sì che ho un mucchio di lavoro da portare avanti. Io conosco il sudore della fatica”.

E tutti lo stavano a sentire, come i serpenti seguono le note del proprio incantatore. Le giornate di Tuono erano completamente occupate da questa sua attività, per cui, di fatto, Tuono non combinava niente.

Un giorno comparve in paese uno straniero, Tromba Roboante. Tuono, a confronto, si ridusse a un semplice bubbolio. E tutti se ne dimenticarono, essendo occupati a ascoltare Tromba Roboante.

Rumori

Da sopra cade una serie di pertinenti martellate. Passi si spostano, tonfi, strascichi cupi di materiale pesante. A sinistra macchine che passano, una voce roca di chi ha troppo fumato, un abbaiare profondo, un ringhio minaccioso.

Voci lontane, acute ma intellegibili. La porta cigola, un passo ritmato sale le scale, se ne percepisce la stanchezza,mentre una forchetta percuote il piatto.

Una parlantina straniera attraversa i vetri della finestra, uno sciacquone scivola sotto la porta. Il motore della moto si avvia con una rabbia metallica e per un attimo segue il ritmo di un tappeto battuto.

“Donne, è arrivato l’arrotino” ripete la voce fastidiosa al megafono, insistente sempre più forte,sempre più vicino.

Accelerazioni, clacson. Gli alberi sussurrano piano piano, accompagnati da un cinguettio e intervallati da un gracchiare.

Si alza il grido acuto di bimbo, un’imprecazione corre veloce e arrabbiata, mentre nel cielo un tuono artificiale lascia dietro di sé una sottile nube bianca.