Abbiamo studiato la Carta dei Diritti Umani, le leggi che predicano l’uguaglianza e la parità di diritti, a prescindere da sesso, religione, ceto sociale e appartenenza etica. C’è persino chi rivendica il diritto ad essere felici.
Eppure la realtà che si trova di fronte ai nostri occhi è ben diversa.
È inutile negarlo: chi più ha, meglio vive.
Lasciamo da parte i meri vantaggi di tipo materiale, quali la possibilità di poter acquistare oggetti e suppellettili di valore considerevole.
Partiamo, invece, dall’istruzione. È vero, almeno nel nostro Paese, le scuole dell’obbligo vengono garantite. Tuttavia, superiori e università diventano un oneroso impegno. Per fortuna almeno le borse di studio e le facilitazioni per reddito e merito cercano di garantire una certa equità. L’alta formazione, i master, invece, è cosa ben diversa rimane accessibile a quei pochi che si possono permettere di sostenere costi altissimi dei corsi e della vita da fuori sede. In questo caso, l’unico modo per poter avere qualche opportunità è contrarre un debito che possa anticipare il costo del master. Il che non risolve il problema del vitto e dell’alloggio di chi non può fare il pendolare.
Passiamo ora al cibo. È chiaro che gli alimento più salutari, di provenienza certa, i più gustosi e di qualità, siano anche i più cari. Si crea un divario, quindi, tra ciò che si può trovare nella grande distribuzione e i negozi di specialità.
Anche la cultura ricade in questa casistica. Concerti, mostre, spettacoli, come pure cinema e libri rappresentano un costo spesso proibitivo. Proprio il sapere che dovrebbe essere garantito a tutti, viene determinato dagli ignoranti soldi. Senza contare i viaggi, che risultano spesso una vera e propria emorragia.
Infine, le condizioni generali di vita variano notevolmente a seconda delle possibilità economiche. Quartieri degradati, insalubri, affollati ma senza i infrastrutture sono destinati agli ultimi nella società. Ricchi appartamenti, in quartieri curati ed organizzati, con negozi ed ogni comodità rimangono alla portata di poche persone.
Purtroppo, uguaglianza e parità rimangono vuote parole retoriche.