La calma prima della tempesta

L’orizzonte è una muta promessa. Ancora i pericoli sono lontani e sembrano appartenere a un’eventualità irrealizzabile, mentre il presente abbaglia con i suoi raggi il giorno. Nel presente si è miopi e quando si riesce a mettere a fuoco si rimpiange la confortevole foschia.

Fosca era abituata a questi pensieri. Facile per una persona che poteva vantare un nome così poco brillante. Non sapeva bene perché i suoi genitori le avessero affidato quel nome: quando frequentava scuola la sua classe traboccava di Gioia, Bianca, Chiara, e simili. Non aveva mai incontrato nessun’altra Fosca. Una bisnonna morta in tragiche circostanze, le aveva accennato sua mamma, ma non aveva aggiunto altro. D’altronde era uso di famiglia non aggiungere nomi all’albero genealogico ma sfruttare quelli che erano stati scovati da avi lontani e dimenticati.

E a lei era toccato in sorte Fosca. Fosca aveva sempre cercato di rimanere al sicuro nella splendente nebbia in cui tutto si sarebbe risolto senza troppe complicazioni, ma alla fine aveva dovuto cedere alla sua indole, e aprire gli occhi, spalancarli al mondo con stupore e rassegnazione.

Aveva visto delle meraviglie: città inerpicate su monti, altre scavate nella roccia, colori e danze, amori e misteri. Ma aveva anche osservato miserie e oscurità che la lampada più potente non avrebbe mai potuto rischiarare. E si era accorta che la tranquillità con cui aveva intrapreso i primi passi in quel mondo non era altro se non la calma prima della tempesta.

Stille Wasser sind tief

Le acque calme sono profonde. Così almeno dicono in Germania.

Eppure sono proprio le acque calme a non essere prese in considerazione.

Tutti sembrano essere attratti dalle frizzanti onde, dai movimenti sensuali delle rive. Si tengono lontani da quello specchio immobile, che destabilizza con la sua calma e sparge intorno a sé un senso di irrequieta attesa.

Sotto quell’apparente vita non trovi altro se non un fondo stanco, eroso, privo di vita. E quando la marea si ritira lascia intravedere sterili scogli.

Nelle tranquille profondità si di apre, invece, un abisso di stupefacente vita. Prima con enormi creature simili a isole viaggianti, che danzano tra i flutti guidando i loro piccoli. E poi i temibili e affamati predatori, pronti a mordere gli incauti che sottovalutano quelle acque. Ovunque pesci argentei che si muovono insieme come un sol corpo, polipi sinuosi che disegnano nell’acqua i loro arabeschi, meduse luminescenti. Sotto il velo immobile si nasconde un cosmo in continuo movimento.

Non solo. In quelle immensità si celano mostri, scheletri di navi e di uomini. Perché anche la calma inganna, ferisce, si vendica.

Quindi state attenti. Non sono da sottovalutare le acque tranquille. Non sapete mai che cosa si può trovare sotto.