Sam era corso fuori da casa senza nemmeno prendere il cappello. È un particolare ben strano, visto che Sam non esce mai senza essere vestito a tutto punto, cappello compreso. Quella volta, però, Sam non aveva avuto il tempo per preoccuparsi, neanche del cappello: si era messo le scarpe frettolosamente e si era fiondato fuori. In effetti non aveva preso nemmeno il cappotto o l’ombrello, ma il cappello era la dimenticanza più evidente.
Così, quando incontrò la signora Dorway, non gli fu possibile salutarla come si conviene, togliendosi il cappello. Ma anche questo importa poco, perché Sam nemmeno vide la signora Dorway e neppure ne sentì il cordiale saluto che questa gli rivolse. Sam continuò a correre, con gli occhi spiritati e il volto pallido.
Alla polizia la moglie di Sam dirà che era da un po’ di giorni che il marito era stanco, ma allo stesso tempo irrequieto, come se avesse sempre un pensiero per la testa.
In effetti a spingere Sam fuori dalla casa senza il cappello era stato proprio un pensiero, che continuava a visitare la mente di Sam per pochi fugaci secondi, per poi scomparire. Un giorno decise dunque di inseguire quel pensiero, che era talmente veloce da impedirgli di prendere il suo indumento preferito.
Trovarono Sam in un campo, a chilometri di distanza. Le sue fughe divennero sempre più frequenti, perché sempre più spesso succedeva che qualche pensiero gli sfuggisse.
