Catena

La vita è una catena, che si allunga di giorno in giorno. Anello dopo anello, una lunga teoria di metallo che serpeggia nell’oscurità.

Può essere una graziosa collana dorata, o un grigio, freddo laccio di prigione. O, ancora, può essere un’unione di materiali.

È una catena con cui al destino piace giocare. La tiene in mano, la fa scorrere tra le sue dita fredde. La stringe nel pugno per sentirne il lamento, la annoda senza pietà, la getta a terra, la calpesta.

A volte le aggancia pesi inimmaginabili. E così, tesa, aspetta che ceda. Finché la catena non si spezza. Talvolta si riduce in mille frammenti. In altri casi si limita a lasciar andare un’estremità. Succede snche che si rompi proprio a metà. Tutt’intorno le briciole degli anelli che hanno ceduto.

È una catena forte, o almeno così sembra. Perché ogni catena ha un anello debole, ogni anello ha una fragilità.