Una catena ha un anello di inizio, dal quale dipendono tutti gli anelli a seguire, una successione che potrebbe espandersi senza un limite. Anche eliminando quel primo anello, però, permane la catena, le sue intricate connessioni di causa ed effetto, che continuano ad avvolgere a spirale il prigioniero. Solo spezzando ogni singolo anello, la catena cesserà di esistere.
Ci sono catene che sembrano generarsi in autonomia, anelli che, come una cascata, si aggiungono, si spostano e diventano sempre più forti e pesanti. Parole di piombo si saldano cone zavorre e con sussurri persistenti trascinano nel fondo.
E poi ci sono gli anelli d’oro, quelli preziosi, ma vincolanti, quelli leggeri, ma che creano una fitta rete da cui non si può scappare. Ad anello si aggiunge anello, in una prigionia che non ha soluzione.
