Anche senza volerlo, si rischia di voler costruire un palazzo sontuoso, ma su fragili fondamenta di cristallo. Mille sale e stanze, che poggiano su un labirinto di vuoto pronto a trasformarsi in schegge taglienti, facendo crollare con fragore la struttura intera.
Non sempre ci si rende conto della reale consistenza della base. Si procede, nella speranza che le nuove aggiunte aggiustino quelle vecchie, che tutto diventi un ricordo non piacevole, ma pur sempre un ricordo. E invece succede il contrario: si apre una voragine che ammonisce con la sua oscura presenza di non dimenticare.
Allora bisogna ricominciare il lavoro di costruzione, cercando di risolvere i problemi, cercando di colmare il vuoto con fondamenta di ferro e roccia, perché il crollo non si verifichi ancora.
Per quanto ci si impegni, però, rimarranno sempre dei nuclei di tagliente cristallo, degli speroni fragili e pericolosi pronti a implodere e a rivedere la luce. Basta poco, e qualche stanza scompare con un tintinnio rovinoso.
