Fondamenta di cristallo

Anche senza volerlo, si rischia di voler costruire un palazzo sontuoso, ma su fragili fondamenta di cristallo. Mille sale e stanze, che poggiano su un labirinto di vuoto pronto a trasformarsi in schegge taglienti, facendo crollare con fragore la struttura intera.

Non sempre ci si rende conto della reale consistenza della base. Si procede, nella speranza che le nuove aggiunte aggiustino quelle vecchie, che tutto diventi un ricordo non piacevole, ma pur sempre un ricordo. E invece succede il contrario: si apre una voragine che ammonisce con la sua oscura presenza di non dimenticare.

Allora bisogna ricominciare il lavoro di costruzione, cercando di risolvere i problemi, cercando di colmare il vuoto con fondamenta di ferro e roccia, perché il crollo non si verifichi ancora.

Per quanto ci si impegni, però, rimarranno sempre dei nuclei di tagliente cristallo, degli speroni fragili e pericolosi pronti a implodere e a rivedere la luce. Basta poco, e qualche stanza scompare con un tintinnio rovinoso.

Ferite

Ferite che non si rimarginano, ma che rimangono vive, rosse e pulsanti.

Dolori che non scompaiono, ma anno dopo anno mutano, cambiano natura, magari per un attimo si affievoliscono, ma solo per tornare più mordenti nei momenti di debolezza.

Gocce di sangue che stillano dalle fessure, come rubini liquidi.

Piaghe invisibili, nascoste sotto spesse bende di serenità.

Sangue scuro, nero,viscoso, in cui nostalgia, inadeguatezza, paura, nostalgia, rabbia e dolore si mescolano creando un intruglio doloroso e corrosivo, che lascia lentamente dietro di sé striature ardenti e profonde.

Ferite che si imprimono nel cuore, che stringono i polmoni e tagliano le viscere.

Ferite che si infettano diventando sempre più profonde.

Ma non mostrarle mai, non lasciarle intravedere a nessuno. Debolezze dolorose che possono causare imbarazzi, che possono gettarti a terra.