La notte non è andata molto bene. Il vostro Andrea non è un cuor di leone. Dormire sospeso fra gli alberi non se ne parla nemmeno, soffro di vertigini. Dormire per terra è stata un’agonia che mi ha fatto rimpiangere la morbida sabbia in cui mi ritrovavo prima.
Ho riletto la pagina che ho scritto ieri: forse qualche sostanza allucinogena nei frutti ci deve essere stata: perché non dovrebbe essere un incidente? E se non fosse un incidente, allora cosa sarebbe? Forse uno scherzo di pessimo gusto, ma rimarrebbe da capire chi me lo abbia tirato.
È ora di ripartire. Ho tutto il giorno per pensarci su: può essere che questa sera vi aggiorni sulle mie elucubrazioni. Spero di non venirvi a noia, dal momento che, fino a questo punto, non ci sono altri interlocutori.
Sono uscito dal bosco. Una macchia di alberi più che altro. Ora mi ritrovo su un’altra spiaggia, ma, se ci sono alberi, da qualche parte ci deve essere dell’acqua potabile, dolce. Almeno spero: temo che le mie scorte di acqua possano finire ben presto. Perciò domani tento di inoltrarmi nella foresta, percorrendo, però, un’altra via. Spero solo di non perdermi.
Stavo pensando al fatto che non fossi all’altezza di Clara. Ammetto di non essere un genio, e infatti mi ritrovo a girare sperduto su questa terra sconosciuta, ma non sono nemmeno uno stolto. Ho avuto le mie incertezze, ma non tutti hanno la fortuna di trovare la loro strada subito. Prendete come esempio questa piccola escursione: non ha portato a nulla, ma la prossima forse andrà bene, o quella ancora dopo.
Probabilmente Clara era troppo scaltra per un credulone come me. In ogni caso, voi state diventando un po’ noiosi, non rispondete mai. Meglio che vada a riposarmi.
