Furt conosceva solo di fama lo scorbutico gnomo rintanato nel sottosuolo. Aveva persino pensato che si trattasse di storie per folletti infanti, che si impauriscono anche con le ombre del fuoco. Ma la sua amica, Candy, gli aveva giurato di averlo visto mentre sbuffafa guardando la loro casa.
“Avresti dovuto sentirlo” cinguettò Candy. “Se ne stava lì imbronciato a lamentarsi di quanta luce emanassero le nostre finestre. E che il calore dei nostri fuochi stava sciogliendo la neve. È vero, esiste Furt. E se fosse per lui, il nostro capo dovrebbe traslocare il prima possibile”.
Furt credeva a ogni parola di Candy. Erano amici, e la parola degli amici non si mette mai in discussione.
In realtà Candy non aveva né visto né sentito lo gnomo Dwarf, ma la moglie, Klag. A sua discolpa, è molto difficile distinguere uno gnomo maschio da uno gnomo donna. Le trecce di quest’ultima sono così folte e vengono tenute sul davanti in modo tale da poter essere facilmente scambiate per barba.
L’odio di Klag non era ingiustificato. Gli gnomi amano il buio, che permette loro di studiare gli astri e le divinità che scintillano nel cielo. Inoltre, lo scioglimento locale delle nevi, causato da una natura freddolosa del principale di Furt e Candy, provocava gravi infiltrazioni d’acqua gelata nella tana di Klag e Dwarf.
Insomma, le fondamenta per una lotta di vicinato erano ben solide e pronte a sorreggere un palazzo di dispetti e rappresaglie.
