Io ero bellissima. Ma guardatemi ora. Per colpa di un dio violento e di una dea invidiosa mi ritrovo in un corpo che non mi appartiene.
I miei capelli sono serpi. Il mio volto deformato. Ira, rancore e rimpianto mi scorrono nel cuore. Sono bloccata tra queste rocce, tutti mi rifuggono, io rifuggo tutti.
Il mio cuore non può amare, è di pietra. E in pietra tramuto chi osa guardarmi. È la mia maledizione.
Gorgone orribile, non conosco Amore. Poseidone lo esiliò dalla mia vita. E chi mai si avvicinerebbe a una donna dalla chioma repellente, strisciante, che cerca di mordere e stritolare.
Attorno a me solo pietra e statue di assassini. Sono coloro che hanno tentato di uccidere il mostro, trovando, però, la loro fine. Sono giovani, vigorosi, ma freddi. Per me loro sono un pericolo esattamente come io sono per loro un nemico. Hanno tutti lo stesso volto deformato di chi si rende conto che non vedrà più la luce del sole.
Quale sarà il mio fato?
Si sta avvicinando. Ha uno scudo che brilla, una spada affilata. È armato per andare in guerra, ma il suo avversario sono io, una donna. So che mi vincerà. È furbo e ha il sostegno degli dei.
Che venga. È ora che anche il mio volto si deformi in un’ultima smorfia di ira.
