Il messo riferì la bizzarra risposta dell’anziano signore a chi di dovere, il quale la mise per iscritto e la passò a un altro ufficiale, che la valutò, la soppesò e infine decise che trattavasi di frase determinata da demenza senile del suddetto signore. L’avvenimento non comportò, quindi, nulla di anomalo per gli abitanti del 132, che continuarono la loro tranquilla esistenza, ignari di tutto.
Il signore che si era affacciato alla finestra per difendere il forte, cioè il suo appartamento, era un notaio ormai in pensione, da tutti conosciuto come il Notaio. La fantasia non era di casa in quel condominio. Il Notaio vantava un’età riguardevole, che poteva essere tranquillamente arrotondata a cento, ma non era affetto da alcuna malattia che ne ottenebrasse la mente.
“Maria!” Urlò chiudendo la porta. Si presentò in cucina una bella signora bionda, molto pallida, ma affascinante, di una decina di anni più giovane del marito.
“Non ti devi agitare, Noty” gli disse affettuosa. “Hai una certa età”.
“Io quella la inganno” le fece notare il Notaio. Ovviamente il termine quella si riferiva alla fine che inevitabilmente tutti coglie. “Se mi comporto come se avessi quarant’anni, allora ho quarant’anni! “
“Magari potresti posticipare gli esercizi delle sei di mattina. È inverno, fa freddo”.
“Giammai. Ho sempre fatto così, e così farò sempre. Comunque, il messo è tornato. Uno stolto, come sempre. Ora telefono al signor Sotutto. Dobbiamo prepararci a resistere.”
“Ti prendo il telefono”.
“No, no, faccio via internet, con il video. Non mi fido della sola voce. E da quando è diventato vedovo, ha bisogno di qualche spintarella in più il mio amico”.
“Come vuoi. Io vado a leggere. Dimmi quando hai finito, che ci facciamo una passeggiata”.
“Non abbandonerò la posizione”
E senza bisogno di bastone, attraversò la stanza per chiudersi nello studio.
