Rick aveva come soprannome Piedi di Piombo non perché fosse una persona molto cauta o perché camminasse lentamente, ma per il suo lavoro. Rick era un palombaro.
Ciò che doveva fare era semplicemente indossare un’armatura, con tanto di elmo tondo e liscio, per poi calarsi nelle profondità marine. Non era semplice curiosità quella che spingeva il suo capo a finanziare quell’immpresa. Rick Piedi di Piombo aveva il preciso compito di cercare tesori sperduti, navi affondate cariche di oro e gioielli.
Per ora l’unico ad arricchirsi era proprio Rick. In primo luogo perché il lavoro era ben pagato. E poi perché ne approfittava per raccogliere conchiglie che a volte contenevano delle perle bianche e luminose come la luna. Ma di tesori, nemmeno l’ombra.
A Rick piaceva starsene laggiù, lontano dai rumori, immerso tra pesci sconosciuti, a volte mostruosi, a volte stupendi.
Finché un giorno non la vide. Non era una nave, ma una città, con guglie e palazzi, strade e piazze. Vi si addentrò sperando che il tubo fosse abbastanza lungo. I muri erano coperti di coralli e madreperla, dagli archi pendevano cortine di alghe.
E Rick vide degli occhi che lo scrutavano curioso per poi scomparire. Li seguì, corse, si affannò per vedere quella creatura così umana, così animale.
Quando ritirarono a bordo Rick, scoprirono che la tuta da palombaro era vuota. Piedi di Piombo era scomparso.
