Le acque calme sono profonde. Così almeno dicono in Germania.
Eppure sono proprio le acque calme a non essere prese in considerazione.
Tutti sembrano essere attratti dalle frizzanti onde, dai movimenti sensuali delle rive. Si tengono lontani da quello specchio immobile, che destabilizza con la sua calma e sparge intorno a sé un senso di irrequieta attesa.
Sotto quell’apparente vita non trovi altro se non un fondo stanco, eroso, privo di vita. E quando la marea si ritira lascia intravedere sterili scogli.
Nelle tranquille profondità si di apre, invece, un abisso di stupefacente vita. Prima con enormi creature simili a isole viaggianti, che danzano tra i flutti guidando i loro piccoli. E poi i temibili e affamati predatori, pronti a mordere gli incauti che sottovalutano quelle acque. Ovunque pesci argentei che si muovono insieme come un sol corpo, polipi sinuosi che disegnano nell’acqua i loro arabeschi, meduse luminescenti. Sotto il velo immobile si nasconde un cosmo in continuo movimento.
Non solo. In quelle immensità si celano mostri, scheletri di navi e di uomini. Perché anche la calma inganna, ferisce, si vendica.
Quindi state attenti. Non sono da sottovalutare le acque tranquille. Non sapete mai che cosa si può trovare sotto.