Sei pronta?

Allora, sei pronta?

No, mi sembra ovvio. E quando mai sono stata pronta? Basta andare allo sbaraglio, poi qualche cosa si metterà per il verso giusto, spero.

Il tuo modo di affrontare la questione non mi sembra molto efficace.

E che cosa dovrei fare? Preparare un foglio con una programmazione fitta di eventi, un diagramma per ogni scadenza possibile? Sono anche un po’ stanca di queste cose. Ti assicuro che andrà tutto come deve andare.

Posso ricordarti che non hai nemmeno trovato il vestito adatto.

Non è colpa mia, sono i negozi che non presentano la soluzione perfetta al prezzo perfetto. Ma non preoccuparti, non ho intenzione di andare in giro con il vestito adamitico.

Lo so, non è bello come il mio. Hai visto che squame lucide?

Prego.

Non ti ho ringraziato.

E quando mai? Ma se io non ti dessi da mangiare cibo adatto le tue squame sarebbero ben diverse.

Non prenderti meriti che non hai. Hai visto il mio piano per la fuga?

Sì, ammetto che a volte il tuo cervello di pesce mi stupisce. Ma è stato rifiutato. Devo fare qualche dispetto a qualcuno che, a quanto sembra, mi ha preso proprio in antipatia.

Non migliorerai la situazione.

Sei diventato saggio? E poi non devo essere amica di tutto il mondo, o no?

Come vuoi tu. Buona tortura, sblurp.

Tu sarai con me, ricordati.

Non mi ricordo mai niente io. Sblurp sblurp!

Richiesta di spazio

Sai, è da un po’ che non mi dai lo spazio che mi merito: non mi fai più parlare, ti limiti a darmi da mangiare. Insomma, mi tratti come un pesce rosso qualunque, non come il padrone indiscusso di questo acquario.

Mi sento un po’ stupida a parlare con un pesce. Ricordi? Di solito i pesci sono muti. È come parlare con se stessi. Già sono strana, se poi scoprono che parlo con i pesci, sai quanti problemi potrei avere. Non è certo un hobby da inserire in un curriculum, no?

Magari i pesci tropicali sono muti, ma io parlo e mi so esprimere benissimo. Posso anche offenderti.

Lo so. In ogni caso, mi sembra di averti dato abbastanza spazio: sei anche in foto ora.

Non sono io quello. Io sono decisamente più affascinante, misterioso, grazioso. Quello ha un’aria da pesce lesso.

Era per proteggere la tua identità. Non vorrei che qualche squalo, o magari un gatto ti prenda di mira. I tuoi amici tropicali non muoverebbero una pinna se qualcuno tentasse di farti fuori.

Lo so, lo so, la mia è una posizione scomoda.

Perché mi hai disturbato, comunque?

Io non disturbo mai.

Credici. Perché hai fatto incursione?

Non mi ricordo…

Bugiardo!

Ah, giusto. Per riportarti con i piedi a terra.

E tu che ne sai di piedi?

Ho studiato. Dico solo di non illuderti. Non per te, ovvio. Voglio solo evitare un’altra infilata di testi depressivi e deprimenti. Sto cercando di liberarmi delle persone negative: non vorrei mai dover assoldare uno squalo per liberarmi pure di te. Non hai idea di quanto si facciano pagare gli squali.

Sempre una parola di conforto, tu, vero?

Sblurp. Lo sai che sono gentile.

Secondo me volevi solo far sentire la tua voce per manie di protagonismo.

Può essere. Sai che ho la memoria breve. Mi sono ritrovato qui, e non mi ricordo perché io sia qui.

Intelligente come uno squalo, insomma.

Non offendere, umana senza branchie.

Torna a giocare con il pesce palla, da bravo.

Spiritosa. Sblurp sblurp.