Le luci erano sospese sul mare: per un attimo si infiammavano oscurando le stelle, e poi ricadevano leggere con un urlo di gioia e uno di dolore. L’aria era pregna di fumo e cenere, mentre un innocuo conflitto stava turbando il cielo. Se ci fossero state delle nuvole, avrebbero iniziato a lacrimare per il solletico fatto da quei ciuffi d’oro e i porpora.
E poi ci fu il silenzio. Non quello che cade quando non rimane che il deserto, ma l’altro, che precede l’urlo di gioia e di divertimento. Il cuore stesso ha abbandonato il suo ritmo per accordarsi con gli scoppi del cielo e infine per correre al galoppo rincorrendo la meraviglia.
Come è semplice riempire di stupore l’animo umano: basta ingannarlo con colori e con rumori. Come è facile lasciare un bambino con la bocca spalancata verso la notte scura, mentre sembra essersi dimenticato dei mostri che abitano le tenebre e degli spiriti che sussurrano nei sogni.
