Allora, allora, eccoci di nuovo qui, si nuota di nuovo.
Hai visto? Ti dicevo che ti saresti dovuto fidare di me. Ce l’abbiamo fatta, almeno questa è andata bene, il primo passo di un bel cambiamento.
Ma se neppure tu ti fidavi di te stessa. Hai visto che finezza? Ho usato tutte le varianti del secondo pronome personale singolare in una sola frase.
Sì, bel virtuosismo. Che dici, festeggiamo?
Meglio che festeggiamo noi due. I primi annunci hanno creato un bel po’ di scetticismo.
Valle a capire quelle persone: sono pronte ad abbattere qualsiasi vittoria. L’importante è essere soddisfatti e orgogliosi delle proprie azioni.
Certo, però ammettilo che ti sei complicata la vita.
Hai visto il mondo fuori dalla tua boccia? Rispetto al caos che sta succedendo, la mia complicazione sembra più che altro una semplificazione.
Vedo tutto un po’ distorto, ma non mi rassicura affatto.
Almeno tu hai la scusa della diffrazione. A ogni modo, per una volta, posso dire di essere contenta, almeno per ora.
Bisogna brindare a questa frase. E poi come diceva il pesce pagliaccio-filosofo: se non si aprono le porte, corrompi uno squalo martello e abbattile.
Mi sembra saggio. Ma, da quando in qua tu conosci uno squalo martello? Non mi sembra che ci sia mai stato un pesce del genere nell’acquario.
Sai, voci che girano. Anche noi pesci abbiamo i nostri mezzi di comunicazione.
Giusto, scusami. Allora, alla nostra. E speriamo che questo progetto continui come è iniziato.
Mal che vada c’è sempre uno squalo martello a disposizione! Sbril Sbril!
