Cominciamo il viaggio. O almeno io comincio il viaggio, voi siete solo delle pagine che mi porto appresso. Per fortuna ho qualche scatola di cibo e delle bottiglie d’acqua, che ho trovato in una sacca vicino a me. Quello zaino ha qualcosa di familiare, ma non riesco a capire il perché. Questa mattina ho deciso di escludere il naufragio fra le cause di questa mia solitudine. In primo luogo, mi sono svegliato completamente asciutto, senza salsedine sui vestiti, e poi non ci sono rottami. Solo io e la sacca di cibo.
È ora di partire, ci sentiamo questa sera.
Per quanto non ne fossi certo, sono riuscito a raggiungere uno spiazzo di quella che sembra una foresta. Non deve essere molto grande, perché gli alberi si stanno già diradando. Il problema è che non ho ancora sentito nessun dislivello. Questo posto è piatto come una tavola.
Ho trovato altri animali con un nome: zanzare. Spero di scovare qualche cosa d’altro prima che le scatolette finiscano. Inoltre ho tentato di mangiare dei frutti di albero, in piccola quantità. Non sono velenosi, visto che vi sto scrivendo, ma hanno un sapore terribile, peggiore di qualsiasi intruglio fatto da mia sorella. Domani continuerò l’esplorazione. Ci devono altri animali oltre agli insetti, perché li sento, ne percepisco i movimenti e i versi, ma non riesco a individuarli. Spero non siano predatori.
L’ultima cosa che mi ricordo, curiosamente, è la discussione con mia mamma riguardo Clara, la mia ragazza infedele. Secondo lei non ero all’altezza di quella donna. E poi dicono che le madri sopravvalutino sempre i propri figli, soprattutto i primogeniti maschi.
E se non fosse stato un incidente?
