Camminava a piedi nudi lungo un corridoio, sentiva il freddo marmo, come se fosse una lastra di ghiaccio, l’aria attorno sembrava sospesa, nessun rumore osava rompere il silenzio. Era stretto a destra da un muro candido, a sinistra, invece, da un linea di porte che rimanevano ostinatamente chiuse. Chi occupava quelle stanze non voleva che nessun altro avesse accesso a quel rifugio, non c’era posto per lui dietro quello porte. Non era desiderato, doveva allontanarsi facendo meno rumore possibile.
Aveva tentato di aprire alcune di quelle porte, ma non aveva ottenuto nulla, se non la delusione di abbassare la maniglia senza che la barriera cedesse alla sua mano e al suo desiderio di far parte di quell’intimità. Nulla era successo, se non il silenzioso richiamo di una punta di delusione e una zaffata di rabbia.
Dall’altra parte dell’uscio, qualcuno vide la maniglia cedere e per un attimo rabbrividì nel dubbio che la porta non fosse chiusa, o, forse, al pensiero che qualcuno avesse il desiderio di scalfire quella sfera di solitudine.
A piedi nudi camminava trattendo il fiato, consapevole del fatto che là non ci fosse posto per lui, non ci fosse nessuno pronto ad aspettarlo con la porta socchiusa e con il cuore spalancato.
Brava pesciolina, sai rendere bene le emozioni con le tue parole! 🙂
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Grazie, si fa quel che si può 😊
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Allora tu può tanta roba 😁
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🤣
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Che brava sempre
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Grazie! 🙂
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che ansia…. ma bussare e presentarsi no!?
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In questo caso no.
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😵
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bellissimo!
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Grazie!
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