Chiuse gli occhi e ascoltò il suono della vita che scorreva parallela alla sua, il respiro calmo di un’esistenza possibile, di una molteplicità che si divide in mille frammenti unici e particolari. Il mondo che gli sembrava grigio, si tinse improvvisamente dei pazzi colori di un caleidoscopio, il suono di sottofondo si infranse in sinfonie uniche che seguivano un proprio pentagramma.
Chiuse gli occhi e lasciò andare, un pezzo alla volta, tutti i limiti che gli opprimevano la testa e che pesavano sugli occhi. Percepì i cuori di persone lontane, i pensieri che scorrevano come fiumi sotterranei per poi affiorare improvvisamente nel mezzo delle rocce.
Chiuse gli occhi e attese che la melodia del mondo gli entrasse nelle vene.
