Venite, avvicinatevi, fate in fretta, lo spettacolo sta per cominciare.
Io sono il giullare di corte, il cantastorie che allieta le serate dei grandi signori, con storie, racconti, gesta e sogni.
Io sono l’eterna maschera. Non sono certo bello, non ho potere né ricchezze, ma la mia voce ha il potere di creare mondi, resuscitare morti, commuovere i vivi, rendere vero il falso e far sembrare la realtà un gioco di fantasia.
Sono un creatore e un distruttore. Sono l’inganno, la menzogna. Ma voi chiedete di me, avete bisogno delle mie illusioni.
E qui ora state attenti, vi racconterò di un fatto ben strano. Starà a voi crederci o meno.
Ho saputo che in un villaggio non poi così lontano stanno succedendo eventi singolari. Gli uomini sembrano impazziti. Presi da frenesia corrono per la città senza guardare in faccia nessuno. Hanno sempre qualche urgenza e trascurano tutto ciò che non dia del guadagno. Per questo hanno costruito case,abbattuto il bosco, imprigionato e addomesticato gli animali.
Non conoscono i vicini, sospettano di tutto e di tutti.in ogni parola vedono una minaccia, in ogni azione un’offesa. Non c’è tempo neppure per aiutare chi è in difficoltà.
Hanno violato la loro terra, hanno costruito senza criterio. Più lontano dal centro grandi costruzioni destinati ai più umuli. Costruzioni uguali tra loro, abitate da persone stanche. Gli abitanti assomigliano alle loro dimore: sono tanti, poveri, trascurati. Nei loro occhi ben presto si spegne la fiamma che arde per un miglioramento.
All’interno le ricche abitazioni di grassi signori. Hanno tutto il desiderabile, e non solo. Persino il cibo è diverso.
Dicono a gran voce di vivere in un villaggio giusto, basato sull’uguaglianza, ma è evidente che si tratta di una mera menzogna.
Infine vi avverto: dicono che questa strana smania si stia diffondendo come un’epidemia nei centri vicini.
Quando non mi ascolterete con la stessa passione saprò che anche voi siete stati contagiati.
E con un inchino, metto fine alle mie parole.