Il primo passo

Perché mai scegliesti di compiere quel primo passo? Di scendere con balzo sulla terra straniera, su un lido che troppo presto si è bagnato con il tuo sangue?

Sono Laodamia, moglie di Protesilao. Dei, vi scongiuro, lasciatemi sentire per un’ultima volta la cara voce di un guerriero che ha scelto di morire. Lo avevano predetto, e la veloce mano di Ettore lo ha realizzato. Sventura avvolgerà anche l’eroe della città.

Nessuno ha osato porre piede su quella terra maledetta. Nessuno. Solo tu.

Laodamia, perché piangi? Sono solo profezie, sono solo leggende. Laodamia, vattene. La vita viene corrosa dall’oltretomba, il rimpianto porta piu vicini alla fine.

Protesilao, è forse tua questa voce? Quindi gli dei hanno ascoltato. In questo giorno di primavera un brivido mi percorre. E desidero solo te, mio amato.

Ho dato il via a una guerra, il mio è stato il primo sangue versato, ma ne seguirà altro. Sento già i pianti e vedo i pallidi spiriti di chi ha la bocca piena di polvere. Figli di dei e di re si trascinano assieme a umili contadini, travolti da un destino che non conosce differenze di nascita.

Ti seguirò, Protesilao. Verrò anch’io in quella sponda su cui non risplende il sole. Neppure qui il sole mi riscalda, ormai.

Laodamia, non sta bene parlare con i morti. Dimentica e vai avanti. Laodamia.

Protesilao. Ho deciso ormai.

Gentilezze profetiche

La mia storia comincia con dei serpentelli innocui e affamati, che io sfamai quando ero solo un bambino. Non sapevo quello che sarebbe successo. Ero solo un innocente che giocava in un bosco. La ricompensa fu più grande di quanto potessi immaginare.

Mi chiamano Melampo non solo tra gli uomini, ma anche nel mondo degli animali. Non c’è essere vivente di cui io non comprenda il verbo. Questo è stato il dono dei serpenti affamati: comprendere la loro voce. Insetti e volatili, quadrupedi e bipedi non hanno segreti per me, e neppure il futuro. Sotto quell’albero, addormentato per le fatiche di un innocente gioco, divenni un profeta.

E devo la mia vita a quei serpentelli e agli insetti di una prigione che mi avrebbe sepolto. Non c’è cattiveria nelle loro intenzioni, l’unica cattiveria è questa che mi ha privato della libertà. Ma io so, ho visto che verrò ricompensato.

Dicono che per ottenere uno spazio in questo mondo si debba usare la violenza, fare il prepotente. Ma a volte bastano piccoli atti di gentilezza.